ERITHACUS RUBECULA / ROBIN / PETTIROSSO
classe: Aves – ordine: Passeriformes
famiglia: Muscicapidae – genere: Erithacus
Il pettirosso è un piccolo uccello passeriforme della famiglia dei Muscicapidae, in passato classificato come facente parte della famiglia dei Turdidae. È l'unica specie nota del genere Erithacus.
La lunghezza media è di 13 – 14 cm, il peso si attesta tra i 11 ed i 22 grammi, l'apertura alare corrisponde a circa 20 cm.
La vita media è di 3 anni.
Il pettirosso è un piccolo uccello canoro europeo molto comune, presente in Italia d'inverno nelle zone di bassa quota e svernante regolare ad alte quote, migratore a breve raggio, territoriale anche durante lo svernamento.
Gli adulti hanno il petto e la fronte colorati di arancione, mentre il resto del piumaggio è di colore bruno oliva e il ventre bianco sporco. Ai giovani manca la colorazione arancione e sono fortemente macchiettati. È insettivoro e si alimenta generalmente a terra, ma anche in volo; in inverno i pettirossi non rifiutano grasso e semi, anche se non è la loro alimentazione base.
Nonostante l'aspetto apparentemente mansueto e diversamente da quanto si possa credere per un uccello di così piccole dimensioni, il pettirosso è estremamente aggressivo e territoriale nei confronti dei suoi consimili e di altre specie di piccoli uccelli: se due esemplari dello stesso sesso dovessero venir confinati in uno spazio delimitato, questi si azzufferebbero tra loro fino alla morte di uno dei due o addirittura di entrambi. La stessa spavalderia si dimostra anche nel ben noto comportamento vivace e confidente nei confronti dell'essere umano, al punto che non ha timore di avvicinarsi ad agricoltori o giardinieri che, lavorando la terra, hanno fatto venire alla luce vermi e larve.
La specie è diffusa in Eurasia e Nordafrica, estendendosi a ovest sino alle isole Azzorre e a est sino alla Siberia Occidentale.
I boschi di conifere sono il suo habitat naturale, ma è spesso presente anche in giardini, siepi, boschetti, boschi con sottobosco. Nidifica nei buchi o nelle spaccature di alberi, ai piedi delle siepi, nell'edera o anche in vecchi oggetti lasciati dall'uomo. Il nido ha la forma di una tazza perfettamente tonda.
Le uova sono color crema o bruno-rossastro con puntini rosso-marrone, e vengono tenute in incubazione dalla femmina per circa due settimane.
L'accoppiamento dei pettirossi avviene da dicembre in poi, ma può verificarsi anche più precocemente se gli animali sono ben nutriti. In genere la femmina raggiunge il maschio nel suo territorio e lì nidifica. I neonati prendono il volo 13-14 giorni dopo la schiusa delle uova. Quando la femmina depone la seconda covata, il maschio prende in carico il nutrimento della prima.
Il pettirosso si nutre in aperta campagna nel sottobosco. Il suo regime alimentare è composto soprattutto da invertebrati che vivono nel suolo, fra cui insetti come coleotteri e rispettive larve, gasteropodi e vermi, ma anche ragni. Durante l'autunno e fino alla primavera consuma anche molte bacche e frutti piccoli.
La sua tecnica per procacciare il cibo è ben adattata sia alla vegetazione densa sia agli spazi aperti di ambienti naturali o antropizzati, e si basa sull'attenta osservazione e lo sfruttamento delle condizioni locali. Solitamente il pettirosso osserva l'ambiente vicino accovacciato su un ramo basso per individuare le prede e tendere un rapido agguato, ma può anche cercare cibo sul terreno saltellando qua e là, oppure ancora approfittare degli altri animali (cinghiali, cervi, fagiani e anche l'uomo) che correndo o scavando disturbano gli animali nel sottosuolo; ad esempio, è notorio l'interesse dei pettirossi verso persone che zappano la terra. Si sono anche osservati pettirossi che seguivano una talpa, intenta a scavare la galleria, per catturare i vermi.
Il richiamo è un tic persistente e spesso ripetuto, una serie variata e definita di frasi corte e altamente gorgheggiate. Sia il maschio sia la femmina cantano d'inverno quando occupano territori separati: questo vuole dire che il canto è udibile durante tutto l'inverno. Spesso cantano anche all'imbrunire o al buio e vengono confusi con l'usignolo.
Nel 1976 è stato scoperto che i pettirossi utilizzano una sorta di bussola di inclinazione biologica per orientarsi nella migrazione notturna.
ll pettirosso, antico simbolo dell'anno nuovo, è colui che facilita il passaggio dall'inverno alla rinascita. Ecco anche perché una credenza di origine romagnola associa la migrazione dei pettirossi all'arrivo della neve.
Secondo una leggenda, il pettirosso si sarebbe insanguinato il petto tentando di rimuovere con il becco la corona di spine che circondava la testa di Gesù Cristo sulla croce. Per questo motivo il petto sarebbe rimasto macchiato di rosso.
Il suo canto melodioso venne imitato da Fryderyk Chopin nel tema principale della Grande Polonaise brillante op. 22, e da ciò è invalsa l'abitudine di chiamare il pettirosso lo "Chopin dell'aria", mentre più giusto sarebbe stato forse chiamare il musicista "Pettirosso di Varsavia".
Il cantautore Fabrizio De André nella sua canzone La domenica delle salme coniò l'espressione «un pettirosso da combattimento» che è poi diventata il titolo di un album di Loredana Bertè del 1997.
La pratica interdisciplinare dell'artista Australiano Tully Arnot esplora modelli di percezione multisensoriale basata sulle piante e il modo in cui la tecnologia media le nostre relazioni con il mondo naturale, attraverso aree che includono la robotica vegetale e la simulazione della natura.
Il lavoro di Arnot esamina anche come i modi emergenti di essere siano facilitati dai social media e dalle interazioni uomo-robot, compresa l’intelligenza artificiale, i robot di compagnia e le sostituzioni a livello di consumatore del piacere, della connessione e del lavoro umani. Attraverso l’esplorazione di questi campi, la pratica di Arnot cerca di comprendere come queste relazioni con varie forme non senzienti si riflettono sulla nostra capacità di interagire in modo significativo gli uni con gli altri, in una realtà iperconnessa ma disconnessa.
Recentemente Arnot è stato insignito della Commissione ACMI Mordant Family VR 2022, in collaborazione con l'ecologista evoluzionista Monica Gagliano, è stato artista della City of Sydney Creative Fellowship 2020 e in precedenza ha vinto la Marten Bequest Travelling Scholarship 2015, il NAB Emerging Artist Award 2014 e SOYA365 nel 2012.
Arnot ha esposto ampiamente in musei, gallerie e biennali a livello internazionale e ha una laurea in Design e un Master in Belle Arti presso l'Università del Nuovo Galles del Sud, Art + Design Australia, ed è attualmente PhD Fellow presso la School of Creative Media, con il Professor Zheng Bo.
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