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MACULINEA ARION / LARGE BLUE BUTTERFLY
MACULINEA DEL TIMO​​​​​​
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classe: Insecta – ordine: Lepidoptera
famiglia: Lycaenidae – genere: Maculinea
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Farfalla di circa 3 cm di apertura alare, con colorazione generale azzurra o azzurro-violacea, risulta simile alla congenere M. alcon, per abitudini, dimensioni e colorazione; se ne distingue per la presenza di macchie nere sulla pagina superiore delle ali, soprattutto nel paio anteriore, e per la presenza di una zona azzurra presso la base delle quattro ali, sul lato inferiore.
Si rinviene ad una quota compresa tra 100-2200 m ed abita tendenzialmente pendii o scarpate soleggiate, aride, o comunque ambienti ospitali sia per la pianta nutrice (soprattutto timo, tra cui Thymus serpyllum, ma anche Origanum vulgare) che per le formiche simbionti, appartenenti al genere Myrmica (soprattutto M. sabuleti e M. scabrinodis).
Il modo di vita è assai peculiare e caratterizzato dal rapporto obbligato con le formiche. Gli adulti volano in giugno-luglio e depongono le uova singolarmente sulle pianti ospiti, delle quali si nutrono inizialmente le larve, che in questo stadio sono anche cannibali; dopo la terza età i bruchi vengono prelevati dalle formiche, ghiotte delle secrezioni zuccherine prodotte da organi specializzati della larva e inibite nel comportamento aggressivo da un’ulteriore sostanza (un feromone) elaborata dal bruco. Fino allo sfarfallamento dell’adulto il ciclo vitale si compie entro i formicai. Le larve continuano a nutrirsi di uova di formica: pertanto ci sono ovvi limiti che escludono numerosi esemplari dalla possibilità di sopravvivenza: poiché ogni nido in genere non può contenere più di 1-4 larve, occorrono fino a 500 nidi per garantire la sopravvivenza ad una popolazione minima di farfalle. Le pupe si rinvengono maggio-giugno. Le larve, che svernano entro i formicai, sono presenti da luglio al maggio successivo.
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La distribuzione generale è simile a quella di M. alcon: Europa, Russia, Asia Minore, Asia centrale, Siberia, Urali, Turkestan, Mongolia, Cina, Corea, Giappone. In Italia è presente al nord e nella penisola; in Lombardia è stata tra l’altro rinvenuta nei prati magri del Parco del Campo dei Fiori e nel Parco delle Orobie Valtellinesi ed è diffusa in ambito prealpino ed alpino fino a circa 2000 m.
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Figura nell’Allegato IV della direttiva 92/43/CEE (direttiva "habitat"), relativo alle specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa.
Figura nell’Allegato II della Convenzione di Berna, relativo alle specie faunistiche assolutamente protette.
Compare con lo status “Lower Risk” (basso rischio) nella lista rossa della IUCN.
E’ protetta in Belgio, Germania, Gran Bretagna.
Estinta in Olanda.
Si evidenzia che per l’elevatissimo interesse faunistico dei prati magri, tutti gli invertebrati di tali ambienti e delle praterie primarie in genere e, in particolare, tutti gli invertebrati delle stazioni steppiche, di brughiera o xerotermiche, sia in ambito di montagna che di pianura, sono considerati di prioritario interesse faunistico e pertanto inclusi nelle schede degli interventi prioritari per gli invertebrati.
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La cattura a scopo collezionistico di questa farfalla dovrebbe essere vietata.
La complessità del ciclo vitale di questa farfalla, indissolubilmente legata alla necessaria e contemporanea presenza di piante nutrici (soprattutto timo) e di formiche simbionti (genere Myrmica), è alla base della vulnerabilità della specie. Vanno quindi in primo luogo garantite adeguate disponibilità alimentari a livello vegetale, anche agendo direttamente su questa componente con azioni di irrobustimento di popolazioni naturali da perseguire anche tramite riproduzione ex-situ. La parte più delicata del ciclo vitale è certo quella della simbiosi con le formiche: anche su questo comparto è quindi necessario agire, verificando lo stato di salute delle comunità di Myrmica e la sufficiente densità di nidi sul territorio.
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Elia Novecento (Roma, 1989) è un artista italiano che vive e lavora a Roma. Il suo coinvolgimento con il movimento della street art underground romana è iniziato in giovane età. Fu subito attratto dal mondo dei graffiti, lettere e colori, e iniziò a crearli, concentrandosi sulla composizione e sull'equilibrio delle geometrie e dei colori. Si diploma al Liceo Artistico di Ripetta, dove apprende la Scuola Romana di Piazza del Popolo dal pittore/professore Cesare Tacchi, che lo porta a perseguire la pittura come mezzo preferito. L’atmosfera culturale romana degli anni Sessanta continua ad essere una ricca fonte di ispirazione e ricerca per il lavoro di Elia.
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Nel 2016/2017 fonda a Roma il Collettivo900, insieme all'artista Leonardo Crudi. Oltre a realizzare dipinti murali per committenze pubbliche e private, i due artisti hanno esposto per le strade cittadine manifesti dipinti a mano legati al cinema italiano. Gli elementi e i simboli dell'ambiente urbano, della Roma degli anni Sessanta, insieme alla letteratura, alla poesia e al cinema, sono le principali suggestioni che hanno dato origine a molteplici cicli produttivi e costituiscono il sistema di riferimento per eccellenza della sua poetica.
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Lo spinge a creare nel suo lavoro strutture visive decodificabili e narrative che, attraverso un intelligente gioco di equilibri, mettono in dialogo il mondo astratto delle forme geometriche con l'armonioso mondo figurativo dei profili umani e animali. La firma di Elia è riscontrabile nell’uso della forma femminile, che non ha implicazioni politiche. Pur essendo saldamente legato al mondo dei mass media, da cui viene estrapolato come una silhouette da utilizzare per infinite variabili, lo trasforma in una sorta di logo che si mescola alla solidità delle forme geometriche.​
Nel volo del coleottero – 100x140, Elia Novecento

