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MUSTELA NIVALIS / LEAST WEASEL / DONNOLA

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classe: Mammalia – ordine: Carnivora

famiglia: Mustelidae – genere: Mustela

 

La donnola è un mammifero della famiglia dei Mustelidi lungo circa 30 centimetri, di cui 4 centimetri di coda. Ha il corpo snello ricoperto da un pelame soffice di colore fulvo sul dorso e grigio bianco sul ventre. Ha zampe corte, unghie aguzze e orecchie larghe. Sono segnalati casi di donnole appartenenti a popolazioni montane, che durante l'inverno cambiano pelo assumendo una colorazione completamente o parzialmente bianca come l'ermellino.

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È diffusa in tutta Europa, in Asia, America del Nord e Africa. In Italia, secondo alcune fonti, sarebbero presenti tre sottospecie simpatriche: la Mustela nivalis nivalis (Linnaeus, 1776), la Mustela nivalis boccamela (Bechstein, 1800), e la Mustela nivalis vulgaris (Erxleben, 1777). Tale suddivisione è incerta e si ritiene che in realtà tutte le popolazioni farebbero parte della sottospecie M. n. vulgaris. Altre fonti distinguono la sottospecie Mustela nivalis minuta, continentale, dalla Mustela nivalis boccamela, mediterranea, presente nell'Italia meridionale e centrale e nelle isole. Quest'ultima si differenzierebbe per la taglia maggiore e per il mantello più chiaro.

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La donnola è un mustelide di taglia piccola (solitamente inferiore a quella dell'ermellino) che presenta un corpo allungato e cilindrico con gambe corte; la coda è generalmente più corta e con il pennello terminale meno folto rispetto a quella dell'ermellino.

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Il dimorfismo sessuale è accentuato dal punto di vista delle dimensioni con la femmina che risulta essere più piccola e leggera del maschio.

La pelliccia è soffice e presenta peli di giarra lunghi meno di 9mm e le suole delle zampe sono ricoperte da pelliccia nel periodo invernale e nude nel periodo estivo.

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L'areale della donnola si estende dal livello del mare fino a oltre 2 000 metri[6]. Frequenta spesso aree coltivate e abbandonate con presenza di vegetazione rada ma non disdegna anche boschi, cespugli e zone rocciose.

La densità della donnola ha una grande variabilità da zona a zona ed è legata principalmente alla densità di roditori i quali rappresentano il 60% delle sue prede (la restante parte è costituita da giovani di coniglio selvatico e da uccelli).

Conduce una vita attiva sia di giorno sia di notte preferendo però l'orario del tramonto. I maschi vivono separati dalle femmine eccetto che nel periodo degli accoppiamenti; avvenuto l'accoppiamento, l'impianto e lo sviluppo dello zigote è diretto con una gestazione di 34-37 giorni. Vengono spesso riadattate tane di piccoli roditori con l'apporto di erba foglie e imbottite con il pelo delle prede catturate[9] La femmina prima della nascita dei piccoli fa scorte di cibo che mette nella tana.

La femmina dà alla luce da 3 a 7 figli per volta, eccezionalmente anche 10.

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La prima nascita può avvenire nel mese di aprile e, se le condizioni trofiche lo consentono, la femmina entra nuovamente in estro alla fine di maggio (dopo aver finito lo svezzamento della prima cucciolata). Alla nascita i piccoli sono completamente ciechi e nudi e il peso si aggira intorno ai 2 grammi, la pelliccia completa inizia a comparire a circa 21 giorni. L'apertura degli occhi avviene al 28º giorno e iniziano a nutrirsi di carne quando hanno 4-7 settimane mantenendo comunque l'allattamento fino alle 12 settimane.

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La maturità sessuale viene raggiunta a 4 mesi, in questo periodo i giovani (sia maschi sia femmine) iniziano a cercarsi un territorio.

La durata massima della vita in cattività raggiunge i 10 anni mentre l'età massima che riesce a raggiungere in natura è di 3 anni.

L'andatura normale della donnola è a balzi rilasciando così le impronte posteriori davanti alle anteriori.

Gli escrementi (lunghi 3–4 cm e larghi 1) sono facilmente confondibili con quelli dell'ermellino e vengono deposti bene in vista in zone di passaggio.

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Donnola deriva dal latino tardo dominula "signorina", diminutivo di domina, "signora", evidentemente dopo sincope in domnula. La denominazione eufemistica iniziò a essere utilizzata in riferimento a un essere mitologico chiamato dagli antichi "l'Atanos" in quanto considerato «portatore di malattie per gli esseri umani e per gli animali che vivono con l'uomo». Proprio perché era temuto, si preferiva chiamarlo non con il suo nome (CID) ma con un vezzeggiativo con funzione apotropaica, credendo cioè di poterselo ingraziare e di riuscire così a tenerlo lontano da sé e dal proprio bestiame.

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Si racconta che la donnola potesse uccidere il basilisco, animale leggendario talora rappresentato anche col biscione nei vessilli. Tale capacità viene sostenuta anche da Brunetto Latini nel Tesoro.

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  DANA SHERWOOD                                                   

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     Dana Sherwood è un'artista americana la cui pratica diversificata esplora la relazione tra gli esseri umani e il mondo naturale al fine di comprendere la cultura e il comportamento in un ambiente in cambiamento. Utilizzando video, pittura e scultura nel suo lavoro, la natura, spesso sotto forma di animali non umani, gioca un ruolo complesso sia come soggetto che come collaboratore, affermando la sua presenza e sovvertendo il controllo percepito dagli artisti. Sherwood fa affidamento sul proprio stile di realismo magico per ritrarre il contatto tra animali umani e non umani come uno strumento per espandere il nostro concetto di comunicazione e conoscenza e, cosa più importante, per riconoscere l'interconnessione del nostro ecosistema. Cosa possiamo imparare dalle piante e dagli animali quando spostiamo la nostra percezione per essere più inclusivi e aperti ad altre intelligenze. I suoi dipinti, video e sculture raffigurano alimentazioni ritualizzate create per animali che vivono ai confini della civiltà umana come procioni, opossum e volpi, nonché per le specie a noi più vicine come cavalli e cani. Gli animali affermano la loro presenza e i loro desideri mentre il lavoro riflette sull'Antropocene e sul nostro posto nel mondo naturale.

 

Ambientato in un universo magico, da paese delle meraviglie, l’opera di Dana Sherwood intreccia immagini visivamente belle e occasionalmente divertenti, trasmettendo allo stesso tempo messaggi importanti legati all’ecologia, alla mitologia e all’eco-femminismo.I progetti di Sherwood indagano modi alternativi di comunicare con il mondo più che umano che ci circonda, con l'obiettivo di riconnettersi e imparare dall'intelligenza della terra.

I suoi dipinti, video e sculture sono permeati da pratiche intuitive, magiche e ancestrali per creare conversazione e connessione con il mondo più ampio, più che umano.

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Dopo la laurea presso l'Università del Maine nel 2004, Sherwood ha esposto in tutte le Americhe, Europa e Australia, comprese mostre personali alla Nagle-Draxler Reiseburogalerie (Colonia), alla Denny Gallery (New York) e al Kepler Art-Conseil (Parigi). Il suo lavoro è stato esposto anche a Storm King (New York), James Cohan Gallery, The Jack Shainman School, The Fellbach Sculpture Triennial (Germania), Pink Summer Gallery (Italia), Kunsthal Aarhus, The Palais des Beaux Arts Paris, Marian Boesky Gallery, Socrates Sculpture Park, Flux Factory, The Biennial of Western New York, Prospect 2: New Orleans, Scotia Bank Nuit Blanche (Toronto), dOCUMENTA 13 e molti altri sedi in tutto il mondo. La sua mostra personale, "Dana Sherwood: Animal Appetites and Other Encounters in Wildness" è stata inaugurata al Florence Griswold Museum nel 2022 con una monografia di accompagnamento. Attualmente sta lavorando a un nuovo corpus di lavori che sarà presentato nel 2025 presso la Fondazione Morra Greco a Napoli, in Italia, e ad una prossima mostra personale al Geary Contemporary a New York.

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"My work consists of two practices: the fieldwork where I am waiting, watching, filming and responding to the animals, and the studio where I edit the videos and make paintings and sculptures. I have found that over the years making this work that as much as I have learned about the animals I am watching, these reflections on nature have also affected the way that I approach art making and life in general.".

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Inside the Belly of the Horse (lagoon with pomegranates) – 2025, Dana Sherwood ©

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