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ORYCTOLAGUS CUNICULUS / EUROPEAN RABBIT
CONIGLIO SELVATICO EUROPEO​​​​​​​
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classe: Mammalia – ordine: Lagomorpha
famiglia: Leporidae – genere: Oryctolagus
Il coniglio selvatico europeo è un mammifero lagomorfo della famiglia dei Leporidi, diffuso in Europa. Si tratta dell'unica specie vivente appartenente al genere Oryctolagus (Lilljeborg, 1873).
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Misura fino a 45 cm di lunghezza, per un peso che raggiunge i 2,5 kg: i maschi sono generalmente più grossi e robusti delle femmine.
Ha lunghe orecchie e grandi occhi neri situati sui lati della testa, che nelle femmine è più lunga e affusolata rispetto ai maschi. La vista è buona (gli occhi sono posti lateralmente, come di consueto in animali predati, e permettono una visione a tutto tondo, sacrificando, tuttavia, la visione tridimensionale e creando un punto cieco davanti al muso) e il tatto è molto importante; le vibrisse poste sul muso aiutano il coniglio a orientarsi nel buio. L'olfatto è un senso sviluppatissimo: i conigli possiedono circa 100 milioni di cellule olfattive (gli umani 30). Le zampe posteriori sono robuste e più lunghe di quelle anteriori e mettono il coniglio in condizione di scattare e correre rapidamente. Invece di avere dei cuscinetti a protezione della pianta dei piedi, il coniglio ha una fitta copertura di peli che gli permette di non scivolare sia sulla roccia che sulla neve. Le zampe sono inoltre palmate per impedire alle dita di separarsi troppo mentre l'animale salta o scarta di lato, provocando così cadute. La coda, molto corta e rivolta all'insù, è ricoperta sul lato inferiore di pelo bianco, che le dà un aspetto ovattato.
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Inizialmente diffuso in tutta Europa, dopo l'ultima glaciazione l'areale del coniglio selvatico era limitato all'area mediterranea della Francia, alla Spagna e ai Monti dell'Atlante (dove, tuttavia, era stato introdotto dai Fenici): gli antichi romani provvidero a introdurlo in Europa centrale e in numerose isole (Baleari, Creta, Cipro, Sardegna, Corsica, Azzorre, Madera etc.). Con sei sottospecie (O. cuniculus algirus, O. cuniculus brachyotus, O. cuniculus cnossius, O. cuniculus cuniculus, O. cuniculus habetensis, O. cuniculus huxleyi), il coniglio è diffuso allo stato selvatico pressoché in tutta Europa (dal Portogallo sino alla Polonia, in Gran Bretagna e in alcuni territori di Norvegia, Svezia e Ucraina) e nel Nordafrica. I conigli selvatici sono stati inoltre introdotti con successo in Australia, Nuova Zelanda, Cile e in numerose isole.
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In Italia la sottospecie huxleyi è diffusa in tutte le isole (Sardegna, Sicilia, Corsica, Elba e isole minori), oltre che con popolazioni frammentarie in tutto il territorio peninsulare; a più riprese è stata importata e liberata sul territorio nazionale anche la sottospecie nominale.
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Predilige ambienti aperti, con clima secco e mite, ad altitudine non troppo elevata: il suolo dev'essere soffice o sabbioso, in modo da permettere all'animale di scavarsi la tana. Un tempo i conigli selvatici si spostavano nelle aree rurali, dove il suolo appena arato poteva essere agevolmente colonizzato; tuttavia, con l'avvento delle moderne tecniche di aratura meccanica, molto più invasive, ciò non è più conveniente per l'animale.
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La pelle è piuttosto scura e lucida nella parte superiore del corpo, mentre è grigio-biancastra nelle parti più basse. La pelliccia ha tre strati:
un sottopelo, fitto, lanoso e soffice, detto lanugine;
uno strato mediano di peli più lunghi e più duri che danno al mantello il suo colore; un terzo strato (detto "di guardia") di peli ancora più lunghi ma meno fitti, che, insieme allo strato mediano, viene definito giarra (dal francese jarre). Il rivestimento si infittisce durante la stagione invernale in un processo di ecdisi, che si ripete, ma perdendo pelo, in estate. Il pelo è solitamente bruno uniforme nella zona dorsale, con sfumature grigie sul quarto posteriore e color ruggine sulle spalle, mentre il ventre, la gola, la coda e la parte interna delle zampe sono bianche. Tutta l'area dorsale è brizzolata di nero: non sono rari anche gli esemplari completamente neri.
Sotto il mento del coniglio vi sono delle ghiandole, più grandi nel maschio che nella femmina, che producono una secrezione di feromoni usata per segnare il territorio. I conigli hanno l'abitudine di fregarsi a vicenda il mento, specialmente tra coppie e con i neonati, e si presume che ciò permetta loro di riconoscersi e di marchiare l'individuo come parte della colonia.
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Si tratta di animali principalmente notturni e fortemente gregari, che possono vivere in colonie di grandezza direttamente proporzionale alla disponibilità di cibo: in caso di abbondanti fonti trofiche, gruppi di conigli possono unirsi addirittura in vaste colonie di centinaia di animali occupando un territorio di molti ettari. Una colonia tipo è composta da una decina di individui, senza distinzione di sesso: in ogni caso all'interno di ciascuna colonia (in particolare fra i maschi) vige un rigido schema gerarchico (più rigido nella stagione riproduttiva, meno al di fuori di essa), che si traduce nella facilità di accesso all'accoppiamento o al cibo. Ciascuna colonia vive in un territorio che solitamente si estende per circa quattro ettari e nei maschi ha dimensioni maggiori, in modo tale da sovrapporsi con quelli di più femmine.
Nonostante l'idea di animale placido che l'opinione pubblica ha dei conigli, questi animali possono rivelarsi particolarmente aggressivi fra loro: in particolare i maschi, pur mostrando rituali aggressivi come lo spruzzare la propria urina sui contendenti, generalmente rispondono a eventuali sfide attaccando immediatamente e ferendosi anche gravemente con morsi, graffi e calci.
Per il grooming (pulizia del proprio corpo) i conigli usano i denti, la lingua e le zampe e sono molto attenti a quest'aspetto, anche se, data la forte predazione, tendono a interrompere ogni attività per controllare l'ambiente circostante alla ricerca di pericoli.
Si tratta di animali erbivori obbligati, che si nutrono di una vasta gamma di materiali di origine vegetale, dall'erba alle foglie alle radici. Il fieno costituisce una fonte di cibo imprescindibile e maggioritaria nella dieta, utile anche alla limatura dei denti. L'acqua necessaria è principalmente assunta attraverso l'erba fresca.
Per ricavare il massimo quantitativo di nutrimento disponibile dal cibo (non normalmente possibile a causa di un assorbimento solo parziale di amminoacidi, acidi grassi volatili e vitamine che si formano nel cieco), i conigli sono soliti reingerire parte delle proprie feci (cosiddetti "ciecotrofi") per rielaborarne il contenuto (nel frattempo degradato dalla flora batterica) e ottenere alcuni nutrienti essenziali: nel momento in cui il ciecotrofo viene espulso, un impulso nervoso ingenera nel coniglio il bisogno di assumerlo.
I conigli sono universalmente famosi per la propria capacità riproduttiva: la femmina va infatti in estro ogni 21 giorni (anche se l'ovulazione è indotta dall'accoppiamento, perciò ogni accoppiamento sortisce una gravidanza) e tende a riprodursi durante i primi mesi dell'anno, anche se in condizioni favorevoli può allevare i piccoli durante tutto l'anno al ritmo di una cucciolata al mese. In condizioni naturali il periodo riproduttivo coincide con il clima più favorevole, quello che offre anche una maggiore fonte di cibo: la stagione è altamente dipendente dalle condizioni ambientali e in genere il tasso di ovulazione è più basso in autunno. Tuttavia, in condizioni di stress la coniglia può abortire spontaneamente o riassorbire gli embrioni.
Le modalità di corteggiamento del coniglio selvatico sono tuttavia state poco studiate: pare che i maschi di rango più alto abbiano degli harem (poliginia) capaci di arrivare a decine di femmine, mentre quelli di rango inferiore tendano a formare delle coppie stabili (monogamia).
La gestazione dura un mese, al termine del quale vengono dati alla luce dai 3 ai 14 cuccioli: prima di partorire la femmina tende a scavarsi un cunicolo a fondo cieco nella tana, che ricopre con il proprio pelo e con erbe secche, oppure, se si tratta del primo parto, scava un cunicolo nel terreno ex novo, che poi verrà ampliato negli anni successivi; invece il maschio si occupa tendenzialmente solo della difesa territoriale. I cuccioli nascono nudi e ciechi e la femmina li visita per una manciata di minuti al giorno per allattarli; sono tuttavia estremamente precoci e già a tre settimane possono essere svezzati. L'indipendenza dalla madre viene raggiunta a un mese di vita, ma la maturità sessuale non sopravviene prima dell'ottavo.
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La speranza di vita di questi animali è di circa 8-9 anni (fino a un massimo di 12 in cattività), anche se in generale il 90% degli esemplari muore prima di raggiungere l'anno d'età a causa della forte pressione predatoria e venatoria alla quale l'animale è sottoposto e per malattie endemiche come la mixomatosi.
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Ispirato dalla natura e dai suoi 60 uccelli domestici, Hunt Slonem è rinomato per il suo distinto stile neoespressionista. È conosciuto soprattutto per le sue serie di conigli, farfalle e uccelli tropicali, nonché per le sue sculture di grandi dimensioni e i restauri di case storiche dimenticate.
Le opere di Slonem si trovano nelle collezioni permanenti di 250 musei in tutto il mondo, tra cui il Solomon R. Guggenheim Museum, il Metropolitan Museum of Art di New York City, il Whitney, la Miro Foundation e il New Orleans Museum of Art.
Dalla sua prima mostra personale alla Galleria Fischbach nel 1977, il lavoro di Slonem è stato esposto a livello internazionale centinaia di volte, più recentemente al Museo d’Arte Moderna di Mosca e al Museo Statale Russo di San Pietroburgo. Nel 2017 e nel 2018 sarà presentato al Museo Nazionale della Repubblica del Kazakistan, alla Galleria Nazionale in Bulgaria e in innumerevoli gallerie negli Stati Uniti ed Europa.
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Il suo talento e la sua ammirazione per le destinazioni lontane sono stati un punto fermo della sua vita fin dall'infanzia. Slonem è nato nel 1951 a Kittery, nel Maine, e la posizione di suo padre come ufficiale della Marina ha fatto sì che la famiglia si trasferisse spesso durante gli anni formativi di Hunt, compresi soggiorni prolungati alle Hawaii, in California e nel Connecticut. Avrebbe continuato a cercare opportunità di viaggio durante i suoi anni da giovane adulto, studiando all'estero in Nicaragua e Messico; queste esperienze illuminanti lo hanno permeato di un apprezzamento per i paesaggi tropicali che avrebbero influenzato il suo stile unico.
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Dopo essersi laureato in pittura e storia dell'arte presso la Tulane University di New Orleans, Slonem ha trascorso diversi anni all'inizio degli anni '70 vivendo a Manhattan. Fu solo quando Janet Fish gli offrì il suo studio per l'estate del 1975 che Slonem poté immergersi completamente nel suo lavoro. I suoi pezzi iniziarono ad essere esposti in giro per New York, promuovendo la sua reputazione e spingendolo nell'esplosiva scena artistica contemporanea della città. Ha ricevuto numerose borse di studio prestigiose, tra cui la Elizabeth Greenshields Foundation di Montreal, il National Endowment for the Arts e il Cultural Counsel Foundation's Artist Project, per il quale ha dipinto un murale di 80 piedi del World Trade Center alla fine degli anni '70. Ha anche ricevuto una presentazione alla Marlborough Gallery, che lo avrebbe rappresentato per 18 anni.
Man mano che Slonem affinava la sua estetica, il suo lavoro cominciò ad apparire in spazi unici e contestuali. Nel 1995 ha terminato un enorme murale di uccelli di sei piedi per 86, che attraversa le pareti del ristorante Bryant Park Grill a New York City. Il suo lavoro di beneficenza ha portato a dozzine di collaborazioni, inclusa una carta da parati dei suoi famosi conigli disegnata appositamente con Lee Jofa per la Ronald McDonald House a Long Island.
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Slonem continua a trarre grande ispirazione dalla storia, creando legami tangibili con il passato attraverso la sua arte. I suoi famosi ritratti di Abraham Lincoln riformulano la figura storica come un'icona della pop art, e attualmente sta lavorando a una scultura in bronzo alta nove piedi dell'esploratore francese Robert De La Salle, che sarà esposta pubblicamente in Louisiana. Eppure il progetto più ambizioso di Slonem è stata la sua missione di salvare gli edifici storici americani, spesso dimenticati. Rendendosi conto che troppi gioielli architettonici del paese sono caduti in rovina, Slonem si è trovato attratto da questi monumenti nazionali, ispirato dalla profondità della loro epoca e dalla bellezza del vecchio mondo. Tra i suoi successi figurano i restauri della Cordt's Mansion a Kingston, New York; le dimore Lakeside e Albania della Louisiana; e l'Armeria di Scranton e la villa di Charles Sumner Woolworth a Scranton, in Pennsylvania. La sua sesta e ultima impresa è Belle Terre, una proprietà storica a South Kortright, New York.
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Numerosi libri e monografie hanno raccontato l’arte di Slonem, tra cui Bunnies (Glitterari Inc., 2014), Birds (Glitterati Inc., 2017) e Hunt Slonem: An Art Rich and Strange (Harry N. Abrams, 2002). I suoi studi e le sue case sono stati descritti in libri come When Art Meets Design (Assouline Publishing, 2014) e Pleasure Palaces: The Art and Homes of Hunt Slonem (powerHouse Books, 2007), tra gli altri. Il suo ultimo sarà Gatekeeper (Assouline Publishing), che presenterà il suo recupero dell'Armeria di Scranton e la sua transizione "dalle armi all'arte".
Hunt Slonem ©

