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PICUS VIRIDIS / GREEN WOODPECKER / PICCHIO VERDE

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classe: Aves – ordine: Piciformes – famiglia: Picidae – genere: Picus

peso medio: 138 gr – lunghezza: 30 cm  – apertura alare: 45 cm


La durata della vita di un picchio verde è mediamente di 15 anni. Si stima una popolazione tra i 1.2 e i 2.2 milioni di esemplari, diffusa in tutta l'Eurasia.

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L’alimento principale della dieta deI picchio verde sono le formiche dei generi Lasius e Formica; occasionalmente si può nutrire di altri tipi di insetti, di piccoli rettili o di larve. A differenza di altre specie di picchio (ad es. il Dendrocopos major), il picchio verde può perforare solo legno non eccessivamente duro, prediligendo quindi la ricerca di insetti a terra come modalita' principale per il procacciamento del suo cibo.

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È monogamo e nidifica in buchi scavati negli alberi da marzo ad inizio estate: depone da cinque a sette uova, di colore bianco brillante, che vengono covate da entrambi i genitori per circa due settimane.

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Secondo Ovidio il picchio verde era originariamente un uomo affascinante di nome Pico, re dell'Ausonia e fondatore di Albalonga, che aveva sposato la ninfa Canens, figlia di Giano e della ninfa Venilia. Durante una battuta di caccia, vestito con un mantello di porpora fermato sulla sommità da una borchia dorata, lo vide Circe, figlia di Elio e di Perseide, che scendeva dal monte a lei intitolato (Monte Circeo) e se ne invaghì. Isolatolo dai compagni di caccia grazie al ricorso alle sue arti magiche, Circe gli apparve e gli dichiarò il suo amore, ma Pico la rifiutò dichiarandosi fedele alla moglie Canens. Infuriata, la maga lo trasformò in un uccello, appunto il picchio, che mantenne i colori del mantello (la testa del Picchio verde è rossa) e della borchia (il collo dell'uccello è giallo).

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Per gli Umbri era considerato uccello beneaugurale, Plutarco sostiene che il picchio era uccello sacro a Marte, mentre per il popolo Piceno era l'animale totemico e in quanto tale è raffigurato nello stemma della regione Marche.

 

Secondo una leggenda appartenente alla cultura cristiana, allorché Dio, durante la Creazione del mondo, volle creare fonti, fiumi e ruscelli, chiese aiuto a tutti gli uccelli dal becco robusto e l'unico che non rispose all'appello fu il picchio, per cui Iddio lo punì dicendogli che non avrebbe più potuto bere una goccia d'acqua che avesse toccato terra. Per questo, quando è assetato, il picchio si rivolgerebbe a Dio con un grido ripetuto, chiedendogli di far cadere acqua su foglie e rami degli alberi e Dio, misericordioso, gli manderebbe la pioggia. Da questa leggenda nacque la credenza che il picchio che grida ripetutamente annuncia pioggia.

In alcune tradizioni cristiane, la determinazione con cui il picchio verde caccia ostinatamente larve e vermi penetrando con il becco nella corteccia degli alberi ne ha fatto il simbolo del Cristo, che stana senza tregua il Demonio dalle anime.

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        KASIA DOMANSKA                                          

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​Kasia Domaska è nata a Varsavia, Polonia, nel 1972.

È una pittrice che lavora con la tecnica ad olio. Ha studiato presso il Dipartimento di Pittura e Scultura dell'Accademia di Belle Arti di Varsavia. Le sue opere sono state esposte presso il Museo Nazionale di Varsavia, l'Art Basel, l'Art Palm Beach, il Context Art Miami

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Le sue opere intrecciano realismo e surrealismo, con uno sguardo contemporaneo alla pittura e alla pop art.

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Con colori fiabeschi che contrastano e si fondono tra loro, l'artista crea un'opera di purezza ed equilibrio che non suscita preoccupazione o confusione, ma pace e calma. La forza del suo lavoro è la luce, che gioca un ruolo decisivo nel tema così come l'atmosfera e la composizione equilibrata. Parlano della fugacità della bellezza attraverso la celebrazione di momenti idilliaci: istantanee assolate in cui la luce brillante fa risaltare l'intensità del colore, suggerendo schegge di consapevolezza sull'unione eterna tra uomo e natura.​​​

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With the wind – 2022 oil on canvas, 100 x 150 cm, Kasia Domanska ©

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