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VULPES VULPES / RED FOX / VOLPE ROSSA

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classe: Mammalia – ordine: Carnivora

famiglia: Canidae – genere: Rhinolophus

 

Questi animali possono misurare fra i 75 e i 140 cm, per un peso che varia dai 3 ai 15 kg: queste misure rendono la volpe rossa il più grande appartenente al proprio genere. Il colore, spesso rossiccio, va dal giallo al marrone, a seconda degli individui e delle regioni. La gola, il ventre e l'estremità della coda sono bianche; quest'ultima è lunga e folta. Il muso è allungato e le orecchie sono triangolari ed estremamente mobili.

 

La volpe rossa, o semplicemente volpe, è la più grande delle volpi propriamente dette e il carnivoro con l'areale più vasto, essendo presente in tutto l'emisfero boreale, dal circolo polare artico al Nord Africa, il Nord America e l'Eurasia. Il suo areale si è espanso insieme a quello umano, essendo stata introdotta in Australia, dove viene considerata nociva per i marsupiali e gli uccelli indigeni. A causa dei suoi danni ecologici in quest'ultimo continente, la specie è considerata una tra le peggiori specie invasive.

La specie ebbe origine da antenati più piccoli in Eurasia durante il Villafranchiano medio, e colonizzò il Nord America poco dopo la glaciazione del Wisconsin. Fra le volpi del genere Vulpes, la volpe rossa rappresenta una forma più specializzata al carnivorismo. Oltre che per le maggiori dimensioni, si distingue ulteriormente dalle altre volpi per la capacità di adattarsi a qualsiasi ambiente. Malgrado il suo nome informale, la specie non è sempre rossa, essendo stati segnalati sia esemplari albini che melanici. Si riconoscono 45 sottospecie, che sono divise in due categorie: le grosse volpi rosse settentrionali e le piccole volpi rosse meridionali dei deserti asiatici e mediorientali.

La volpe rossa vive solitamente in coppia o in piccoli gruppi rivolti a una coppia riproduttiva e la sua prole o da un maschio con varie femmine imparentate. I cuccioli cresciuti tendono a rimanere con i genitori per assisterli nella cura di nuovi piccoli. Si ciba prevalentemente di piccoli roditori, ma caccia anche conigli, uccelli terricoli, rettili, invertebrati e giovani ungulati. Ogni tanto si nutre anche di frutta e vegetali. Sebbene tenda a uccidere i predatori più piccoli, incluse altre specie di volpe, è vulnerabile agli attacchi di predatori più grossi come lupi, coyote, sciacalli e vari felini di grossa (come i leopardi) o media taglia (come le linci).

La specie ha una lunga storia d'associazione con gli umani, essendo stata cacciata attivamente come animale nocivo o da pelliccia per molti secoli, ed è protagonista di tante fiabe e leggende. Dato il suo vasto areale e la popolazione numerosa, è fra gli animali più importanti nel commercio delle pellicce.

Nonostante sia classificato come carnivoro la volpe rossa è un animale onnivoro nonché grande opportunista. È in grado di cacciare prede di diverse dimensioni, da insetti di 0,5 cm di lunghezza a uccelli di 1,5 m di apertura alare. La sua dieta si basa su una grande varietà di specie: invertebrati, piccoli mammiferi, uccelli, uova e piccoli anfibi e rettili. Tra i vegetali particolarmente graditi ci sono i frutti di bosco e altri tipi di frutta. Possono anche nutrirsi di carogne e di qualsiasi cosa di commestibile incontrino. Le volpi rosse sono solite cacciare da sole. Con il loro raffinato senso dell'udito possono individuare piccoli mammiferi tra l'erba alta e folta balzando in aria e finendo su di loro. Possono anche cacciare prede quali i conigli appostandosi in modo furtivo e silenzioso e balzando con un rapido scatto su di loro. Le volpi rosse tendono ad avere un atteggiamento molto ossessivo nei confronti del cibo e raramente lo condividono con gli altri esemplari: fanno eccezione i comportamenti del periodo degli amori e delle madri con i propri cuccioli.

La quantità di cibo consumata giornalmente varia dai 0,5 kg a 1 kg. Le volpi rosse hanno uno stomaco piccolo rispetto alle loro dimensioni e per questo motivo possono mangiare solo la metà di quello che possono ingerire i cani o i lupi rispetto alla loro stazza. Nei periodi di abbondanza le volpi rosse mettono da parte scorte alimentari per il futuro seppellendole in piccole buche di 5–10 cm. Tendono a nascondere il cibo in tanti piccoli nascondigli piuttosto che in un unico 'grande magazzino'. Si pensa che agiscano in questo modo per non rischiare di perdere l'intera scorta in una sola volta.

 

Normalmente vive in coppia, con i cuccioli, anche se talvolta è possibile osservarne esemplari solitari o in gruppi di 4 o 6 adulti. Il maschio marchia il territorio in modo sistematico e comunica con i propri simili attraverso segnali sonori, visivi, tattili e olfattivi. Una volpe rossa può riconoscere un altro esemplare dall'odore, oltre a decifrarne il rango gerarchico e il livello sociale. È significativo sottolineare che, in questa specie, la coppia tende a riformarsi ogni anno e che il maschio solitamente partecipa attivamente alla cura e all'allevamento della prole, procurando il cibo e difendendo i cuccioli da possibili predatori.

 

Per vivere in una grande varietà di ambienti diversi, le volpi rosse devono avere una grande capacità di adattamento. Non deve sembrare strano infatti il fenomeno di due popolazioni distinte di volpi che si comportano come se fossero specie totalmente differenti. Le volpi rosse sono animali crepuscolari o addirittura notturni nelle zone in cui l'intervento dell'uomo è massiccio (e c'è presenza di luce artificiale); per queste ragioni sono più attive di notte che di giorno. Generalmente sono cacciatori solitari. Le volpi rosse sono animali territoriali e difendono il loro territorio in coppia durante l'inverno e da sole durante l'estate. Il loro territorio può estendersi per 50 km² anche se può ridursi drasticamente anche fino a 12 km² in zone in cui il cibo è abbondante. Marcano il loro territorio mediante delle ghiandole odorifere poste vicino alla coda. La sostanza odorosa secreta da questa ghiandola è composta da tioli e tioacetato, molto simile, anche se posseduta in minor quantità, a quelle dalle puzzole. I membri della famiglia comunicano tra loro attraverso il linguaggio del corpo e l'emissione di suoni differenti. Posseggono una vasta gamma di vocalizzazioni utilizzate in base alle situazioni più specifiche. Possono inoltre comunicare tra loro mediante l'olfatto e per questo spesso marcano il cibo e il territorio con l'urina. Spesso utilizzano tane usate da animali come tassi o conigli. I tassi sono tra i principali nemici delle volpi e spesso minacciano di divorare i cuccioli.

 

Il periodo di riproduzione è molto variabile e cambia secondo la latitudine: in Italia ha luogo in inverno, tra dicembre e febbraio. I parti avvengono generalmente tra marzo e aprile. La femmina, dopo una gestazione di 7 settimane, partorisce, in una tana, in media da 3 a 5 piccoli, che vengono allattati per un mese. AI termine di questo periodo essi iniziano a prendere i primi cibi solidi, costituiti da alimenti predigeriti dalla madre e poi rigurgitati. Questa tecnica è molto vantaggiosa poiché permette di nutrire la cucciolata senza portare le carcasse vicino alla tana e nel contempo fa sì che i piccoli non debbano spostarsi alla ricerca di cibo, esponendosi a eventuali pericoli. Durante le prime due settimane di vita, la madre non abbandona i cuccioli, si dedica interamente al loro allattamento e viene nutrita dal maschio. La femmina non esita a trasportare in luoghi più sicuri i propri piccoli se, nei pressi della tana, vengono a crearsi fattori di disturbo. I piccoli escono dalla tana per la prima volta intorno alla quarta o quinta settimana e sono molto giocherelloni. In genere la volpe rossa si nasconde nei rovi, nelle tane e in case abbandonate. Cercano luoghi caldi e asciutti in inverno, mentre in estate cercano luoghi freschi e umidi. La volpe rossa femmina in genere produce i suoi cuccioli vicino all'acqua perché una volta partorito la volpe rossa è disidratata e deve abbeverarsi.

In natura, questa specie può raggiungere un'età di 12 anni.

 

La volpe rossa si trova in tutto l'emisfero boreale ad eccezione dei deserti di Stati Uniti, Messico e Sahara. Può vivere in qualsiasi ambiente ma si trova maggiormente nei boschi e nelle foreste.

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  VERA BUGATTI                                                     

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​     Nata in Italia nel 1979, Vera Bugatti è un'artista urbana e pittrice di strada 3D da 10 anni. Si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali a Parma ed è stata assegnista di ricerca a Mantova con una tesi dedicata ai trattati eterodossi del XVI secolo. Ha pubblicato saggi di ricerca storica e iconologica e ha collaborato con redazioni quindi nella vita di tutti i giorni è anche Bibliotecaria.

 

Ha preso parte a varie mostre e si è esibita in diversi eventi di Street Art in tutto il mondo dipingendo in Italia, Olanda, Francia, Germania, Irlanda, Croazia, Austria, Malta, Svezia, Danimarca, Bosnia ed Erzegovina, Portogallo, Spagna, Lettonia, Russia, Regno Unito, Bulgaria, USA, Messico, Emirati Arabi e India.

 

Il suo lavoro è presente nei libri: “Sidewalk Canvas” di Julie Kirk Purcell, Londra 2011; “Street Art” di Russ Thorne’, Londra 2014; “The Art of Chalk” di Tracy Stum, USA 2016, “Street Art en Europe” di Nath Oxygène & Brigitte Silhol, Parigi 2018; “Progettare Illusioni Grafiche”, Cina 2019; “Solo – Street Art”, Italia 2022; “Street art by women” di Diego Lopez, Barcellona 2023; “Arte sui muri per salvare il pianeta” di Stefania Benetti, Italia 2025.

 

Considerando la pittura di strada come parte del suo percorso artistico ha cercato di trovare ogni volta nuovi soggetti e suggestioni sempre diverse con cui dialogare, lavorando con diverse tecniche, spaziando dal gesso e dai colori ai fili, agli elementi elettrici e alle installazioni in luoghi abbandonati.

 

Il suo lavoro è legato a questioni umane, sociali e ambientali e trae ispirazione sia dal passato antico che da suggestioni contemporanee.

 

"Un filo rosso lega nei miei pezzi turbamenti umani a temi sociali e alla vivibilità (invivibilità) del pianeta. Malinconia e speranza, inoltre. Traccio elegie inquiete del tempo.
Mi concentro sull’individuo e sulle componenti di un’identità spesso frammentata. Ne nascono opere stranianti, dalla spazialità volutamente errata. Questa poetica, declinata in ambiti diversi, si rintraccia in tutta la mia produzione artistica
(...)".

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Vera Bugatti ©

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