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MACROGLOSSUM STELLATARUM / HUMMINGBIRD HAWk-MOTH

SFINGE DEL GALIO

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classe: Insecta – ordine: Lepidoptera – famiglia: Sphingidae

genere: Macroglossum

Le dimensioni variano dai 3 ai 7 mm.

La sfinge del galio è un lepidottero appartenente alla famigliaSphingidae, diffuso in Eurasia e Nordafrica; è conosciuto anche col nome di fiutola, farfalla sfinge o sfinge colibrì.

Passa con estrema rapidità da un fiore all'altro senza mai posarsi: resta in volo librato su di essi per pochi secondi battendo velocemente le ali ad una frequenza di 70-80 volte al secondo, al pari dei colibrì più piccoli e protendendo la lunga spirotromba verso i fiori per suggere il nettare, analogamente ai colibrì.

Ha abitudini diurne e crepuscolari. Vola nei mesi caldi dell'anno e si posa solo per riposare dopo il crepuscolo, ben nascosta dalla vegetazione, coprendo con le ali anteriori le posteriori e lasciando scoperto l'addome.

La sfinge del galio è presente lungo un'ampia fascia boreale del Vecchio mondo, dal Portogallo al Giappone, ma è stanziale solo nelle aree temperato-subtropicali (bacino del Mediterraneo e regioni orientali). È una volatrice resistente e veloce, capace di ampie dispersioni tanto da poter essere osservata potenzialmente ovunque nell'emisfero settentrionale durante l'estate. Tuttavia alle latitudini maggiori (ad esempio a nord delle Alpi europee e del Caucaso russo) raramente sopravvive all'inverno.

Queste falene sono facilmente osservabili in giardini, parchi, prati, cespugli e macchie ai margini dei boschi, dove crescono le piante su cui si alimentano (caprifoglivaleriana rossa e molte altre).

Le larve solitamente pascolano su galio o robbia, ma sono state documentate anche su valerianestellarie ed epilobii.

Gli adulti sono particolarmente attratti da fiori nettarini dal calice lungo e sottile, a cui attingono con la proboscideevitando così la competizione con altri insetti. Esempi di tali piante comprendono ValerianaJasminumBuddleiaNicotianaPrimulaViolaSyringaVerbenaEchiumPhloxLavandulaStachys. È noto che essi tendono a "coltivare" i fiori, ossia tornano alle stesse distese floreali pressappoco alla medesima ora del giorno. La sfinge del galio è un eccellente impollinatore e gioca un ruolo cruciare nell'ecosistema, in quanto contribuisce a fertilizzare i fiori e al benessere delle piante da fiore.

Ogni anno si verificano almeno due deposizioni di uova. Gli adulti sono visibili in qualsiasi periodo dell'anno, specialmente nella fascia meridionale dell'areale, dove possono aversi fino a quattro deposizioni. Svernano negli interstizi di rocce, alberi ed edifici; in caso di giornate invernali particolarmente temperate possono emergere per nutrirsi.

La sfinge del galio è innocua per l'uomo in quanto non punge, non morde e non è velenosa. Il prominente apparato boccale serve solo a succhiare il nettare dei fiori, non è un pungiglione.

Le uova, d'un lucido colore verde pallido, sono sferiche (1 mm diam.), a imitazione delle gemme di Galium, piante ospiti su cui le femmine ne depongono fino a 200, ciascuno su una pianta diversa. La schiusa richiede dai 6 agli 8 giorni.

Appena fuoriuscite le larve sono giallo chiaro; con la successiva muta assumono la colorazione verde con due strisce chiare ai lati e il corno posteriore tipico delle sfingidi. Il corno è rosso porpora, poi blu con estremità arancione nell'ultima muta.[4] Brucano alla sommità delle piante e riposano nel folto dei rami. Pur dipendendo dal tepore del sole, lo stadio larvale può essere anche di soli 20 giorni.

Le pupe sono bruno-pallido con una proboscide prominente e due spine acuminate all'estremità della crisalide. Sono avvolte in bozzoli setosi tra i residui della pianta ospite o tra i resti delle foglie cadute al suolo.

Le ali anteriori sono brune, attraversate da ondulate linee nere, mentre quelle posteriori sono arancioni orlate di nero. L'addome è piuttosto ampio, terminato da una breve coda a ventaglio. L'apertura alare è di 40-45 mm. La falena può raggiungere una lunghezza da 4 a 6 centimetri.

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        DAVIDE PEPE                                                        

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​     Davide Pepe è nato in Italia nel 1970 e vive e lavora a Bologna come artista indipendente. Dal 1995 sviluppa, filma e produce video arte, video di danza, cortometraggi sperimentali e fotografie, collaborando anche con altri importanti artisti, produttori e musicisti d'avanguardia come Diamanda Galás, Andrew Liles, James Mackay, Steven Stapleton (Nurse with Wound), David Tibet (Current 93) e ZimmerFrei.

 

Negli ultimi 16 anni il suo percorso artistico si è evoluto attorno alla possibilità di visualizzare il concetto fisico di continuum spaziotemporale. Davide lavora anche come montatore, compositore, sound designer e, dal 2016, insegna montaggio video all'Accademia di Belle Arti di Bologna.

 

Recentemente è stato selezionato da Creative Folkestone per una residenza artistica di due settimane al Prospect Cottage di Derek Jarman, a Dungeness. Le sue opere di videoarte sono state esposte alla Fondazione Julia Stoschek (Dusseldorf), al Club Ufficiali della Marina di Venezia, all'Archivio di Stato di Firenze, al Performance Space New York, al MCA (Chicago), al Walker Art Center (Minneapolis), al Barbican Center (Londra), alla Charlottenborg Gallery (Copenhagen), allo Spazio C21 (Reggio Emilia). Due dei suoi cortometraggi "Little Boy" e "Gardens of Light" sono stati selezionati nel concorso del Festival del cinema di Berlino.

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TRAGEDY DUALISM - ​​​If You Only Could See With God's Eyes, Davide Pepe©

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